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Provincia Autonoma di Trento - Servizio Catasto

 
 

 
 
 
 

ATLAS TYROLENSIS - 1774

La mappa del Tirolo di Peter Anich e Blasius Hueber, stampata su richiesta dello Stato, fu messa in commercio nel 1774 come incisione su rame in venti parti con il titolo breve “Atlas Tyrolensis”. Essa è la prima mappa dell’intera regione eseguita con misurazione geodetica. La scala è di 1:103800. Il valore di questa opera cartografica, una delle più importanti internazionali del tardo XVIII secolo, è nella sua forma artistica e nella ricchezza strepitosa dei particolari topografici e tematici. Sono inoltre indicati i confini delle circoscrizioni giudiziarie e più di mille alpi.

 
atlas tyrolensis - Trento

Storia dell’Atlante Tyrolensis

La mappa del Tirolo del 1774, che per la sua grandezza viene chiamata brevemente in latino “Atlas Tyrolensis”, è l’opera di due autodidatti molto dotati, entrambi figli di contadini, nati in Oberperfuss, un paese vicino Innsbruck: Peter Anich (1723 – 1766) e Blasius Hueber (1735 – 1814). Peter Anich esercitava il mestiere di tornitore come suo padre e gestiva una piccola fattoria nel suo comune di nascita. Già in giovane età dimostrò di essere più di un semplice artigiano e contadino. Non è accertato se Anich abbia frequentato regolarmente la scuola, comunque si propose come costruttore d’orologi solari. Aspirava però a mete più alte. Con alcune conoscenze matematiche e la sua sete di sapere, nel 1751 Anich si mise in contatto con il padre gesuita Ignaz Weinhart (1705 – 1787) che insegnava matematica all’Università di Innsbruck e si interessava di meccanica e fisica elementare. Weinhart diventò insegnante e mentore di Anich; gli trasmise conoscenze teoriche in matematica ed astronomia e gli procurò degli incarichi. Le sue conoscenze teoriche assieme al suo talento artigianale-meccanico gli permisero di costruire vari attrezzi: apparecchi di misura, orologi solari tascabili e globi celesti e terrestri.

Il caso volle, che nei tardi anni 50 (1750) il funzionario e studioso barone Joseph von Spergs (1725 – 1791), che professionalmente si occupò del regolamento del confine tirolo-veneziano, sviluppasse una mappa del Tirolo del sud che si basava su misurazioni precise. Poichè improvvisamente von Spergs fu trasferito a Vienna, su consiglio di Weinhart, egli incaricò Anich di fare le misurazioni mancanti e di completarle. Il territorio di Chiusa sopra Bolzano fino a Merano come anche la Val Sarentina furono quindi misurati da Anich nel 1759. La mappa di von Spergs, che rappresentò il principato di Trento rispettivamente la contea Tirolo al sud della linea Val Venosta e Val Gardena in scala 1:121000, fu pubblicata nel 1762, come incisione su rame.

Su iniziativa di Weinhart nel 1760 lo stato concesse ad Anich i mezzi finanziari per misurare il Tirolo settentrionale e per produrre una mappa. Doveva essere fatto un riscontro con la mappa del Tirolo del sud che von Spergs stava elaborando. Le misurazioni che Anich ed i suoi due aiutanti eseguirono tra 1760 e 1763 procedettero bene. Anich, i cui metodi di misura erano più precisi di quelli di von Spergs, aveva previsto una scala di rappresentazione più grande di quella utilizzata da von Spergs. Nonostante le sue motivate obiezioni, Anich fu costretto di ridurre la sua mappa dalla scala 1:103000 alla scala di von Spergs (1:121000). Inoltre gli fu ordinato di rappresentare tutto il Tirolo su nove fogli, ciò comportò l’utilizzo di una scala ancora più piccola (1:138000). Anich riuscì solamente a ridisegnare e completare tre fogli, che nel 1764/65 furono frettolosamente incisi su rame, ma non furono pubblicati.

Peter Anich morì nel settembre del 1766. Avendo tutt’altro che una robusta costituzione non sopportò gli strapazzi di un cartografo. La sua opera rischiava di rimanere incompleta. Ma non fu così grazie a Weinhart e soprattutto Blasius Hueber, che solo dal febbraio del 1765 collaborò con Anich. In brevissimo tempo Hueber apprese tutte le conoscenze necessarie ad un rilevatore e cartografo, così da potergli essere affidato il completamento dell’opera iniziata dal suo maestro.

C’era ancora da fare perché, come già detto, il committente statale decise improvvisamente di misurare il Tirolo del sud e di farlo cartografare. La carta pianificata del Tirolo del Nord doveva essere completata con una del Tirolo del Sud ed entrambe dovevano formare un insieme. Dal 1766 al 1769 Hueber misurò la zona dell’Adige da Latsch a Salorno così come tutto il territorio dell’attuale provincia di Trento. Dopo aver terminato i lavori di misurazione, nel luglio del 1769 si dedicò, come già nei mesi invernali precedenti, al disegno puro, al completamento dei fogli di mappa di Anich (del Tirolo del Nord) e ai preparativi per la stampa, sulla quale c’erano da correggere continuamente i confini.

A Vienna Johann Ernst Mansfeld incise perfettamente su venti fogli di rame la mappa fatta in due parti (“Tyrol Nord” e “Tyrol Sud”) insieme ad un raccoglitore appositamente costruito, che rappresentava il Tirolo in Scala 1:545000. Il quadro di unione mostrava la suddivisione dei venti fogli e venne messo in commercio nel 1774 come Atlante Tyrolensis in una tiratura di 1.000 esemplari. Siccome l’edizione andò subito esaurita, negli anni successivi furono prodotte e vendute ancora numerose stampe delle incisioni depositate nella k.k. corte di Vienna.

 
atlas tyrolensis - Riva del Garda

Il contenuto dell’Atlante Tyrolensis

Quale è il motivo del successo dell’Atlante Tyrolensis e della sua lunga fama? E’ la prima mappa della regione Tirolo, che si basa sulla misurazione geodetica. Ancora di più: l’Atlante Tyrolensis è per la sua scala, la sua precisione e la dimensione del territorio rappresentato (la contea Tirolo inclusi i principati di Bressanone e di Trento che misuravano 26.000 km2), la prima mappa unitaria concepita di un paese europeo. Fa parte dei più importanti lavori cartografici internazionali del XVIII secolo.

La sua precisione è dovuta ai nuovi e complessi metodi di misurazione. Da una linea di base, calcolata con una catena di misurazione, si stabiliva prima la posizione di due o più punti, che si caratterizzavano da un’ampia visibilità; da questi venivano visualizzati altri punti idonei come punti base. Attraverso questo sistema di triangolazione si aveva una stretta rete triangolare che si estendeva su tutta la regione. Da queste posizioni misurate si potevano stabilire punti dettagliati topografici come campanili, masi oppure cime di montagne. Per poter effettuare visure senza problemi da ogni punto in tutte le direzioni, anche in verticale, Anich e Hueber di solito non adoperavano la tavoletta pretoriana, ma gli strumenti costruiti dallo stesso Anich per misurare gli angoli, i cui risultati venivano successivamente riportati graficamente su carta.

Ciò che stupisce in questa mappa, che fu usata molto, sia ufficialmente che privatamente o come esemplare manuale in fogli singoli non tagliati (ca. 73 x 53 cm), oppure come carta da muro su tela 5 m2, è la molteplicità di dettagli topografici e tematici.

Per questo motivo l’Atlante Tyrolensis ancora oggi viene considerato dai geografi, storici ed esperti di toponomastica come fonte fidata di informazioni. Per identificare i molti dettagli, Anich e Hueber adoperarono più di 50 simboli.

Per la precisa riproduzione geografica e la rappresentazione di alta qualità del paesaggio, specialmente all’inizio, l’Atlante Tyrolensis è stato apprezzato nell’ambiente degli esperti del settore. Nella rappresentazione del territorio Anich e Hueber erano legati al tradizionale metodo prospettico. E’ stata applicata, secondo lo stato della tecnica cartografica, la cosiddetta “Halb-und Kavalierperspektive”. Con essa viene visto il territorio dappertutto sotto lo stesso angolo visivo di ca. 45° da un punto innalzato che cambia di volta in volta. Attraverso luce fittizia obliqua che nel caso della mappa del Tirolo viene dal Sud o dall’Ovest, il territorio, le montagne e le valli ricevono contorni più marcati. I massicci montuosi sono rappresentati relativamente schematici. Il vertice delle montagne misurate è segnato con un piccolo anello. (Anich e Hueber non usavano il simbolo triangolare per i punti di triangolazione, che oggi viene adoperato.) Loro devono aver effettuato anche misurazioni di altezza, e che l’Ortler sia il più alto monte del Tirolo non poteva sfuggire a loro. Essi annotarono nella loro mappa: “La vetta dell’Ortler la più alta in tutto il Tirolo”. Furono dati i nomi a ca. 570 monti. L’era dell’alpinismo ancora non era iniziata, il mondo dell’eterno ghiaccio e neve faceva paura alla gente di allora, ad essi davano la colpa dei venti freddi, che in autunno rallentavano e distruggevano la raccolta. Nella mappa del Tirolo ai piedi del ghiacciao Suldner sotto l’Ortler c’è la scritta “lontano dal mondo”. Tuttavia Anich e Hueber con l’aiuto dei propri simboli segnalarono i ghiacciai, la cui estensione venne indicata molto precisamente; erano allora circa 50 tra grandi e piccoli.

Da sempre i cartografi ponevano particolare attenzione ad acque, fiumi e laghi. Anche Anich e Hueber seguirono questa tradizione, che dava importanza alla visualizzazione della rete fluviale con i più grandi ruscelli laterali. I fiumi furono considerati parti integrali del paesaggio, il loro percorso fu disegnato realisticamente. Ci sono più di 420 laghi, i più grandi di loro come posizione e grandezza disegnati abbastanza approssimativamente. Con propri simboli la mappa di Tirolo considera paludi e prati nelle vicinanze degli importanti fiumi delle Alpi.

L’allargamento e l’espansione dei boschi, che costituiscono il cambiamento del paesaggio da natura a coltura, quasi non risulta leggibile. Il simbolo per il bosco, che ricorda una conifera stilizzata, è come segno troppo distante e troppo sottile.

Così come i boschi, anche i vigneti, apprezzati per il loro prodotto, non rientrano nella descrizione dei simboli, anche se essi nella mappa hanno il simbolo di una radice tortuosa. La loro posizione ed espansione però, rispetto ai boschi, si legge abbastanza bene.

Il paesaggio coltivato di una regione montana come il Tirolo è caratterizzato da pascoli o alpi. Anich e Huber, come contadini, sapevano dell’importanza della pastorizia e dell’allevamento in Tirolo e per questo motivo prestarono molta attenzione alle alpi. Circa 1000 alpi sono contrassegnate con un proprio simbolo.

Particolare attenzione fu posta alla rappresentazione degli agglomerati. Le città come i borghi, con speciale stato giuridico, hanno simboli propri. Gli agglomerati rurali hanno sei diversi simboli, che hanno come segno base la casa. Così è subito chiaro di che tipo e dimensione dell’agglomerato si tratta, chiuso o esteso: paese grande esteso, paese medio-grande esteso; paese grande, paese medio, paese piccolo e villaggio. Inoltre ci sono simboli particolari per il singolo maso e la trattoria fuori dell’agglomerato, ma vicino alle strade di transito. In generale ci sono disegnate le località come si troverebbero su una attuale mappa alla stessa scala.

Con grande meticolosità sono segnate le residenze privilegiate dei nobili. Per principio si differenzia tra castello e residenza pregiata. Nella categoria castello rientra naturalmente la rocca, mentre per residenza pregiata si intende la tenuta maestosa di una famiglia nobile, come spesso si trovava al centro dei paesi. La mappa indica inoltre sotto i concetti “castello decadente” e “residenza nobile decadente” rocche e residenze di nobili diroccate. Da un lato la mappa aiuta a localizzare le rocche, delle quali le fonti medioevali raccontano, ma di cui oggi manca ogni traccia architettonica. Per esempio la rocca decadente sopra di Leisach con la denominazione “Burgstall”, che oggi è del tutto inesistente, poteva essere identificata come la medioevale Neuenburg. Dall’altra però nella mappa sono state indicate rovine di rocche solo perché tra la popolazione giravano leggende e speculazioni sulla loro esistenza. Un esempio: la rocca Falkenstein, segnata nella mappa come rovina al Nord di Matrei in Osttirol (Tirolo Est) non è mai esistita, non esiste nessun documento scritto, neanche nessun ritrovamento archeologico. In tutto nella mappa ci sono segnate ca. 450 rocche e rovine di rocche.

Molto ben documentate sono le istituzioni della chiesa cattolica. I luoghi che erano sede di un vescovo o di un parrocco sono segnati con propri simboli. Altri luoghi pastorali del grado di un curato o di un vicariato non sono considerati. Sono segnati conventi, abbazie, sedi dell’ordine teutonico, santuari, eremi, chiese e cappelle distanti dai borghi (con la croce sulla casa, però non indicata nella spiegazione). Luoghi che hanno proprie chiese hanno sul simbolo del luogo anche la croce.

Sono indicate anche le garitte, dove non solo veniva controllato il movimento dei viaggiatori, ma incassati anche i dazi e pedaggi e sorprendentemente anche le fortezze, perché non ci si aspettava più una grande utilità militare e per questo non era più necessaria la loro segretezza.

La mappa del Tirolo è una fonte importante per la testimonianza delle vie di comunicazione. Per il commercio e per scopi militari; era importante per decidere se una strada poteva essere percorsa o no con carri o mezzi di trasporto.

Perciò si differenzia tra la percorribile strada maestra e la non percorribile “Samerschlag”. I sentieri. che portavano su monti e passi, allora erano importanti comunicazioni regionali, qualche volta erano anche importanti vie commerciali. Sulle vie maestre con linee postali, che erano le vie principali, sono indicati gli uffici postali con il simbolo del corno del postiglione. Certi dettagli dimostrano che Anich e Hueber non erano militari. Addirittura fiumi principali ponti e traghetti sono indicati solo sporadicamente.

Dalla mappa del Tirolo si possono rilevare anche informazioni economiche che spesso sono collegate all’industria mineraria, che in quel periodo era in ascesa. Sono segnate più di 40 miniere, più di 20 fonderie e molti luoghi di accumulo del carbone. I polverifici sono gli unici impianti considerati tra quelli artigianali ed industriali. Alle stazioni termali, allora in crescita, è stata data importanza; sono segnati gli stabilimenti balneari e le fonti acide.

Nella mappa del Tirolo è stato disegnato per la prima volta con precisione topografica il confine del Tirolo. Inoltre ci sono i confini dei tribunali della giustizia e delle amministrazioni di prima istanza, paragonabili ai successivi tribunali distrettuali e Bezirkshauptmannschaften. La mappa restituisce fedelmente ciò che intendeva rappresentare il committente austriaco, come se il Tirolo fosse un paese territorialmente chiuso ed uno stato unitario ed indiviso. Sfacciatamente vengono conglobati territori nazionali dei principati ecclesiali di Bressanone, Trento e Salisburgo alla contea Tirolo. Il metodo è semplice: I tribunali salisburghesi nel Zillertal (Zell e Fuegen), nel Iseltal (Windisch-Matrei) e Drautal (Lengberg) vengono messi nei confini del Tirolo (solamente il tribunale salisburghese Itter nel Brixental non viene inglobato, si trova all’esterno dei confini del Tirolo). L’unica concessione era quella di differenziare i territori salisburghesi attraverso il simbolo di linea di confine provvisoria a differenza dei territori tirolesi. Questo simbolo altrimenti si adoperava solo dove il percorso del confine era discutibile, per poter documentare la linea di confine sostenuta dallo stato confinante. Di tutto ciò non si trova nessuna indicazione presso i tribunali di Bressanone e Trento. Nel 1774 non si prevedeva che questa pretesa di dominio territoriale, indicata in questa mappa, si sarebbe realizzata. Nel 1803 i territori degli alti fondatori Hochstifter Bressanone e Trento venivano inseriti nella contea Tirolo, nel 1813/15 vennero annessi le circoscrizioni giudiziarie salisburhesi ed anche Itter.

Oltre ai suoi meriti geodetici e geografici la mappa del Tirolo ha quelle ambizioni artistiche che andranno perse nella cartografia dei seguenti decenni. Una serie di vignette con contenuti illustrati tradizionali abbelliscono la mappa. Sotto a destra della mappa si trova il titolo eccessivamente lungo. Al centro della sotto riportata vignetta c’è una grande stele con l’immagine dell’imperatrice Maria-Theresia ed anche l’aquila del Tirolo. Attorno alle steli ci sono una serie di figure allegoriche ed umane con tanti animali e prodotti. Sono qui simboleggiati le più importanti fonti di guadagno della regione: allevamento, viticoltura, artigianato e commercio. Nello sfondo c’è un paesaggio montano con la fortezza di confine Kofel (Covelo) all’inizio/fine della Valsugana. Poiché l’Atlante Tyrolensis è composto da due parti, esso ha due sottotitoli – Tirolo verso Nord, Tirolo verso Sud – e due chiavi di simboli. Il Tirolo del Nord è rappresentato da vignette. Una dea trascurata si appoggia su uno zoccolo, nel quale e scolpito il titolo, tenendo con la mano destra lo stemma del Tirolo, sul quale c’è l’aquila austriaca. Accanto ci sono tre putti su una sporgenza, che rappresentano bottino di caccia, tinozze per oggetti e campioni di roccia contenenti metalli, che grazie ai loro simboli sono identificabili come rame, ferro e oro. Sullo sfondo è disegnata la cima  Martinswand vicino Zirl, una località circondata da miti. Si dice, che nella Martinswand alta 500 m e quasi perpendicolare, oggi un paradiso per scalatori, il futuro imperatore Maximilian come descritto nel suo “Theuerdank” si sia perso e solamente un angelo abbia potuto salvarlo.

L’Atlante Tyrolensis non si è affermato subito a livello internazionale. Accanto alle mappe del Tirolo, alle quali esso è servito come modello, ne furono pubblicate altre, utilizzando materiale vecchio e sorpassato. Il nemico stato francese sapeva del valore militare dell’Atlante. Nell’anno 1800 il Dépot Géneral de la Guerre in Paris pubblicò una Carte du Tyrol, praticamente una nuova edizione della mappa del Tirolo del 1774 in scala un po’ più piccola (1:140000). Solo nel 1823 fu sostituita la mappa del Tirolo di Anich. In quell’anno fu pubblicata la mappa speciale di Tirolo, Vorarlberg e Liechtenstein in scala 1:144000, nella quale furono inseriti i risultati della seconda Franziszeischen.

 

(le immagini sono state prelevate dal sito internet  http://www.tirol.gv.at/themen/kultur/landesarchiv/archiv-und-quelle/24/)

 
 
 
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